Tanti auguri Roberto Baggio, 50 anni Divin Codino

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Oggi è un giorno qualunque per molti, ma non per chi ama il calcio: infatti il 18 febbraio del 1967 nacque a Caldogno, in provincia di Vicenza, Roberto Baggio, sesto degli otto figli di Matilde Rizzotto e Fiorindo Baggio.

Sin da piccolo si era innamorato di quel pallone rotondo, tanto che il suo idolo era Zico, ma nessuno si sarebbe mai immaginato, e forse nemmeno lui, sarebbe diventato quello che oggi è da tutti considerato come uno dei migliori giocatori della storia del calcio mondiale.

Certo per arrivare ai grandi palcoscenici bisogna iniziare dal basso, ovvero dalla Serie C1 con la maglia della Lanerossi Vicenza dove ci rimase al termine della stagione 1984/85, quando centrò con i biancorossi la promozione in Serie B, per accasarsi alla Fiorentina, dove segna il primo gol in Serie A il 10 maggio 1987 contro il Napoli (terminata 1-1) su calcio di punizione.

Resterà a Firenze fino al 1990, quando verrà acquistato dalla Juventus, ma prima ci sono i Mondiali in Italia, ed è qui che il mondo inizia a conoscerlo, con il gol rifilato alla Cecoslovacchia, poi sarà di grande aiuto ai suoi compagni di reparto, e sarà anche decisivo nella finalina vinta contro l'Inghilterra. Gli anni bianconeri saranno quelli della consacrazione soprattutto il 1993 quando trascina i bianconeri a vincere la Coppa UEFA. Nello stesso anno vince anche il Pallone d'Oro. Nel 1994 ai Mondiali negli USA  arriverà secondo con la Nazionale, nonostante sia stato decisivo nella sfide contro la Nigeria, Spagna e Bulgaria, dopo aver sbagliato l'ultimo rigore nella finale di Pasadena contro il Brasile, ma come disse il Divin Codino " I rigori li sbagliano soltanto quelli che hanno il coraggio di tirarli". Nella stagione successiva Baggio vincerà lo scudetto e la Coppa Italia.

Nel 1995 approda al Milan di Fabio Capello e nella Milano rossonera dove vince subito il titolo di Campione d'Italia, ma si sente un pesce fuor d'acqua, così due anni dopo va a Bologna dove si rimette in gioco, tanto che Cesare Maldini decise di convocarlo per i Campionati del Mondo di Francia '98. L'anno dopo torna a Milano, ma sulla sponda nerazzurra, e anche qui non troverà spazio: lascierà l'Inter nel 2000, non prima di aver regalato ai tifosi della Beneamata due gol che permettono di avere la meglio sul Parma nello spareggio per l'accesso ai preliminari della Champions League.

Siamo nell'estate di quell'anno e Baggio è svincolato. Lui vuole la quarta convocazione ai Mondiali e si fanno avanti tante squadre per soddisfare la sua richiesta, ma alla fine è solo una ad avere la meglio: è il Brescia di Gino Corioni, che il 14 settembre sotto contratto, diventando uno dei calciatori più amati dalla tifoseria biancoblu e, grazie a lui, Brescia si ritrova in colpo solo uno dei centri del calcio italiano, visto che giungeranno all'ombra del Cidneo giocatori come Guardiola, Petruzzi, Galli, un giovane Luca Toni, Tare e Appiah. Non centrerà l'obiettivo del Mondiale giapponese del 2002, chiuderà la sua avventura azzurra il 28 aprile 2004 nell'amichevole con la Spagna, ma avrà la soddisfazione di raggiungere il 200o gol in Serie A nel 2004, guarda caso l'avversario è il Parma, per poi lasciare il calcio al termine di quello stesso anno.

E allora tanti auguri Roby, 50 anni passati a calciare un pallone, ma che per tutti eri, sei e sarai il Divin Codino.

Elia Soregaroli