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Foglia Manzillo: “Rigore inesistente. L’arbitro ha voluto infierire”

Foglia Manzillo
Foglia Manzillo

Le dichiarazioni di Antonio Foglia Manzillo al termine del derby Campobasso-Olympia Agnonese: 

“Su questa partita si potrebbe scrivere un libro - esordisce così Foglia Manzillo in conferenza stampa dopo il pareggio contro l'Olympia Agnonese -  stanotte sognerò quel palo di Augustus perché la partita sarebbe finita lì se avesse segnato, invece nel finale c'è stata questa sofferenza, eravamo quasi riusciti a portarla a casa. Non ho intenzione di parlare dell’arbitro, fatelo voi. Io mi sono giocato il bonus sugli arbitri tre giorni fa. Parliamo di calcio perché di altro non mi va di parlare, non sarei lucido. Queste sono partite che non si dimenticano perché sono due punti buttati via. La gara l’avete vista, siamo partiti forte, abbiamo trovato il gol e giocato bene fino a quando il campo ci ha consentito di farlo e su questo terreno dopo il primo quarto d'ora non si può più giocare. Loro si sono affidati ai lanci lunghi e noi abbiamo sofferto la fisicità di Giglio e Santoro. Nel primo tempo non abbiamo rischiato tanto a parte in una occasione. Nella ripresa abbiamo avuto la possibilità di chiuderla con Augustus e Balistreri e comunque stavamo controllando la gara  in maniera egregia. Secondo me il gol non c’è l’avrebbero fatto. Poi è arrivata l'espulsione di Benvenga che ha cambiato totalmente la partita.

Perché è stato espulso Benvenga? Benvenga è stato espulso perché dopo aver subito un fallo, ha fatto vedere all’arbitro la mano sanguinante. Probabilmente l’arbitro ha interpretato forse come una mancanza di rispetto ammonendolo per la seconda volta. Una decisione che ci ha penalizzato in una gara importante per noi. Eccesso di zelo da parte dell’arbitro che nel finale ha sorvolato, giustamente, su due falli di mano dei giocatori dell’Agnonese, invece, ha fischiato un rigore per un fallo di mano identico a quelli dei difensori ospiti. Un rigore che fa male, l’arbitro ha voluto infierire, così facendo ha dimostrato di non capire che i protagonisti in campo sono 22 e non 23. Non funziona così, arbitrare è difficile ma l’arbitro non è il protagonista dello spettacolo.

La rissa nel finale? Le risse sono sempre da censurare ma un conto è andare a teatro e un altro giocare una partita per 95 minuti in cui i giocatori accumulano adrenalina e acido lattico. Basta un minimo di provocazione e si scatta, senza con questo voler giustificare nessuno. Mercoledì mi aspetto la ciliegina sulla torta con qualche squalifica. Successe la stessa cosa dopo la gara di Sulmona contro i Nerostellati.

Non è stata una bella partita. La squadra dal punto di vista del gioco non mi è piaciuta, si è fatto un passo indietro. Devo capire se è dipeso da noi, dal campo o dagli avversari. Sta di fatto che fuori casa giochiamo sempre meglio. L'avversario, cambiando modulo, disponendosi con il 5-3-2, ci ha rispettato. Devo rivedere la gara per cogliere soluzioni positive e negative a caldo non sono lucidissimo. Alleno da 23 anni e gare come questa ne ho viste quattro o cinque. Aspettiamo mercoledì che al peggio non c’è mai fine”.

Celestino Ieronimo