Leone: "Gragnano? Progetto serio su base triennale. Sulla rosa..."

Foto Gragnano, Leone e Martone
Foto Gragnano, Leone e Martone

GRAGNANO (NA). Nei giorni scorsi è arrivata l'ufficialità dell'accordo tra l'ex Campobasso Danilo Leone ed il direttivo del Città di Gragnano, oggi la nomina ufficiale a co-presidente alla pari con Vincenzo Martone.

Ecco di seguito le prime parole di Leone ai microfoni dell'ufficio stampa gialloblè: “Innanzitutto, voglio ribadire una volta di più la mia soddisfazione per aver trovato l’accordo con i vertici societari ed essere entrato a far parte attivamente di un progetto serio e stimolante come quello di Gragnano. Ci tengo a sottolineare la serietà di questo progetto anche perché oggi nel calcio si sentono davvero cose assurde, specialmente in Campania dove oramai più che calcio mi sembra una vera e propria giungla. Bisognerebbe capire una volta per tutte che chi come noi investe tempo e denaro nel calcio dilettantistico, lo fa solo per passione ed amore per questo sport.

Purtroppo la crisi economica che sta affrontando il nostro paese fa si che siano sempre meno gli imprenditori vogliosi di investire le proprie risorse e quei pochi motivati devono confrontarsi giornalmente con tanti pseudo personaggi che mettono in giro cattiverie gratuite. Parliamo del nostro caso nello specifico. Io ero fuori dal Gragnano Calcio e sentivo tante dicerie, anche assurde, su questa società. Trattando e parlando con Vincenzo (Martone ndr) e con tutti gli altri soci sono rimasto ancora più sconvolto perché ho toccato con mano la falsità di quelle voci. Conti alla mano, per la stagione agonistica appena terminata, ci sono pendenze da saldare che corrispondono al 18% del totale.

Ipotizzando un budget di 200mila euro, stiamo parlando di appena 36mila, un dato che nell’attuale calcio dilettantistico, a maggior ragione nella nostra regione, penso si possa definire fisiologico. Ora mi domando e giro questa domanda agli addetti ai lavori: come si fa a sostenere che a Gragnano non c’erano soldi ed organizzazione? Vedo piazze di serie D ed Eccellenza in cui tutti sanno, ma davvero tutti sanno, che ci sono da saldare spettanze per oltre 150mila euro. Su circa 170 squadre campane dalla Lega Pro alla Promozione, al massimo ma dico al massimo una ventina sono in regola con i pagamenti della scorsa stagione però si criticano sempre gli stessi presidenti e dirigenti mentre, stranamente, molti altri vengono osannati da stampa, allenatori e giocatori. C’è davvero qualcosa che non quadra…”.

Non ha peli sulla lingua il presidente Leone ma soprattutto ha idee chiare sul progetto da porre in atto nella “Città della Pasta”.

Sento e leggo tante voci di giocatori, allenatori, dirigenti che girano attorno al Gragnano. Due giorni or sono abbiamo operato alcune comunicazioni importanti che in linea di massima restano assolutamente valide ma abbiamo ancora qualche dettaglio da limare. Garantisco comunque che settimana prossima ci sarà la presentazione ufficiale di tutte le figure societarie, dirigenziali e tecniche. Il progetto del Gragnano Calcio di base avrà una durata triennale ma l’intenzione di tutti è quella di andare anche oltre questo arco temporale. Per quest’anno allestiremo una rosa composta da giovani “under” importanti, uno zoccolo duro di “over” con esperienza e poi altri giocatori giovani con trascorsi in D ed in Eccellenza con voglia di fare, mettersi in mostra e dimostrare.

A livello societario garantiremo con contratti federali tutti i calciatori, dal primo all’ultimo. Io credo che persone come Martone, Giordano e Scagliosi nel calcio ce ne siano davvero poche. Oggi a Gragnano c’è un progetto calcistico valido come in poche altre piazze e soprattutto ci sono le garanzie economiche. Chi se la sente di entrare nella nostra famiglia è il benvenuto, chi invece vuole fare il “fenomeno”, vuole garanzie che nessuno in questa categoria può dare, ha paura di mettersi in gioco o di fallire, allora si accomodi anche altrove. Noi siamo il Gragnano, una città importante ed una società solida e seria!

L’ultima parte della chiacchierata è dedicata alla passata annata del presidente.

Si parla tanto, ed a sproposito, sulla mia parentesi a Campobasso. Una piazza importante, storica, dove tanti addetti ai lavori difficilmente potranno andare mai a lavorare ma possono solo pronunciarla per criticare il sottoscritto. Avevamo la maggioranza insieme alla famiglia De Lucia ma nello stesso tempo si è creato un rapporto fantastico con i soci di minoranza. Il mio impegno era di pagare da settembre a giugno le spettanze di novembre, dicembre, gennaio più metà febbraio mentre la parte iniziale e finale sarebbe stata di competenza degli altri soci. Due mesi di gestione a Campobasso equivalgono a circa 55mila euro al mese, non parliamo di spiccioli.

Il mio impegno l’ho mantenuto, ci sono tutte le prove del caso, c’ho messo la faccia ed a livello gestionale per quanto mi riguarda ho portato la cosiddetta barca in porto. Adesso si leggono tante cose strane, di mancati pagamenti, di giocatori che vivevano in condizioni precarie. Per fortuna ci sono le foto che dimostrano incontrovertibilmente come gli atleti alloggiassero nell’albergo più importante della regione. I problemi reali sono e sono stati ben altri e si è visto dal comunicato che anche la famiglia De Lucia ha diramato comunicando di voler lasciare la società”.

a cura di Gennaro De Stefano

La Redazione

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