Calcio e pugno all'arbitro: tre anni e tre mesi a due calciatori

Foto archivio
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Ancora violanza nei confronti di un giovane arbitro. E' successo domenica a Portocannone, a pochi minuti dalla fine di Portocannone1993-Ripabottoni F.C. valevole per il campionato di Seconda categoria. Dopo una decisione tecnica del direttore di gara, il calciatore Orlando si è avvicinato all'arbitro e dopo averlo spinto gli ha sferrato un pugno dopo essersi visto sventolare il cartellino rosso. Solo l'intervento dei compagni di squadra ha evitato il peggio. Mente l'arbitro veniva accompagnato negli spogliatoi, dopo aver sospeso la gara, veniva raggiunto dal calciatore Lotito, già espulso durtante la gara, che lo colpiva con un violento schiaffo alla nuca prima di essere allontanato dai suoi stesi dirigenti.

"Trauma distorsivo rachide cervicale", la diagnosi dei medici dell'Ospedale di Termoli con sette giorni di prognosi.

Ai due calciatori, oggi il giudice sportivo ha comminato tre anni e tre mesi di squalifica.

La sentenza:

Gara del 17/ 3/2019 PORTOCANNONE 1993 - RIPABOTTONI F.C.

Il Giudice Sportivo Territoriale,

letto il referto di gara, il relativo supplemento e la documentazione allegata rileva che al 45’ del secondo tempo, sul punteggio di 0-1, a seguito di una decisione tecnica dell’arbitro, il calciatore ORLANDO Antonio (Portocannone 1993) gli si avvicinava con aria minacciosa e lo spingeva con entrambe le mani e lo faceva indietreggiare di circa un metro. Alla notifica del conseguente provvedimento disciplinare di espulsione, il calciatore ORLANDO sferrava un pugno violento colpendo l’arbitro all’altezza della guancia sinistra provocando forte dolore e giramenti di testa;

Il calciatore ORLANDO veniva prontamente bloccato dai propri compagni di squadra ed allontanato. Nel frattempo, l’arbitro, non essendo più nelle condizioni psico-fisicheidonee a proseguire la gara, la sospendeva definitivamente e decideva di dirigersi verso gli spogliatoi, sempre accompagnato dai dirigenti locali. Percorsi circa dieci metri, l’arbitro veniva raggiunto dal calciatore LOTITO Savino (Portocannone 1993), precedentemente espulso per linguaggio offensivo, che gli tirava uno schiaffo, colpendolo all’altezza della nuca e provocando all’arbitro dolore, stordimento e perdita di lucidità ed equilibrio. Il calciatore LOTITO veniva allontanato dai dirigenti locali, i quali accompagnavano l’arbitro nel proprio spogliatoio dove era costretto a rimanere seduto per circa un’ora a causa del forte dolore alla testa con giramenti e dal senso di vomito. Per questi motivi l’arbitro si recava all’Ospedale di Termoli dove gli veniva diagnosticato un trauma distorsivo rachide cervicale, con prognosi di sette giorni, come si evincedall’allegata certificazione medica.

Questo GST ritiene:

- che i comportamenti come sopra riportati, configurano due episodi di condotta violenta da parte di altrettanti tesserati, condotta che rientra tra quelle che determinano l'applicazione delle sanzioni previste dal C.U.n.104/A del 2014.- che, nella concreta fattispecie, infatti, si rinviene una "condotta violenta" secondo la definizione della concorde giurisprudenza federale, che consiste in un comportamento caratterizzato "da intenzionalità e volontarietà miranti a produrre danni da lesioni personali o a porre in pericolo l'integrità fisica (...) che si risolve in un'azione impetuosa e incontrollata connotata da una accentuata volontaria aggressività concoercizione operata su altrui..." (cfr. Corte Giust. Fed., in C.U.n.161/CGF del 10.1.2014; Corte Giust. Fed. inC.U. n.153/CGF DEL 18.1.2011; e, da ultimo, C. Sportiva Appello, III Sez.,in C.U. n.056/CSA DEL 22.12.2016 e C. Sportiva Appello, Sez. Unite, in C.U. n.114/CSA del 3.2017);

- che, del resto, spetta all'Organo di Giustizia Sportiva, ai sensi dell'art.16, comma I C.G.S., stabilire "la specie e la misura delle sanzioni disciplinari, tenendo conto della natura e della gravità dei fatti commessi...".Per tutti questi motivi, visti gli artt. 11bis, comma 4 e 17 CGS

D E C I D E

1) di infliggere alla società Portocannone la punizione sportiva della perdita della gara in epigrafe con ilpunteggio di 0-3;

2) di comminare alla medesima società un’ammenda di Euro 200 (sanzione ridotta per il fattivo comportamento dei propri dirigenti che hanno cercato di difendere l’arbitro assistendolo sino al momento di lasciare l’impianto e che hanno stigmatizzato il comportamento dei propri tesserati);

3) di squalificare il calciatore ORLANDO Antonio (Portocannone 1993) fino a tutto il 30 giugno 2022;

4) di squalificare il calciatore LOTITO Savino (Portocannone 1993) fino a tutto il 30 giugno 2022.

Va precisato che le sanzioni di cui ai precedenti punti 3) e 4) devono essere considerate ai fini dell'applicazione delle misure amministrative come previste dall'art. 16 comma 4 bis del Codice di Giustizia Sportiva nel testo approvato dal Consiglio Federale della FIGC (C.U.n.256/A del 27.1.2016).

Celestino Ieronimo

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